Corsa allo Spazio

Nel cinquantenario del primo passo sulla Luna, Play — Festival del gioco di Modena propone eventi di gioco dedicati al tema “Corsa allo Spazio”.

space race

Nel cinquantenario del primo passo sulla Luna, Play — Festival del gioco di Modena propone eventi di gioco dedicati al tema “Corsa allo Spazio”.

“Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità”. Con queste parole Neil Armstrong annunciava al mondo di aver posato il piede sulla Luna, il 21 luglio di 50 anni fa. Per decenni le due superpotenze, USA e URSS, si erano sfidate sul terreno dell’esplorazione spaziale a colpi di pionieristiche innovazioni. La frase di Armstrong segnò il culmine di quella grande epopea tecnologica: la corsa allo spazio.

 

Play - Festival del Gioco, che si terrà a Modena il 5, 6 e 7 aprile, celebrerà il cinquantenario di quel passo indimenticabile dedicando l’edizione 2019 al tema “Corsa allo Spazio”. L’argomento è tornato di grande attualità in anni recenti. La missione del rover marziano Opportunity, che in origine avrebbe dovuto durare tre soli mesi, si è conclusa a febbraio: il robot era atterrato su Marte nel 2004. Intanto un altro robot statunitense, la sonda InSight, sta esaminando il suolo del pianeta. L’arena spaziale si fa più affollata man mano che alle agenzie nazionali o internazionali come NASA ed ESA si aggiungono i player privati come la SpaceX di Elon Musk. Ormai la possibilità di inviare un equipaggio sul pianeta rosso non appare più così remota.

 

 

Spazio al gioco

 

L’Istituto Nazionale di Astrofisica, partner scientifico di Play 2019, presenta giochi e attività interattive per bambini e ragazzi.

Quanti di noi da bambini, sentendosi domandare “Che cosa vuoi fare da grande”, hanno risposto almeno una volta “L’astronauta”? Lo spazio e le stelle esercitano un fascino potente su tutti, ma in particolare sui più giovani, che lo traducono in curiosità scientifica. E anche se pochi hanno l’opportunità di diventare davvero astronauti, scienziati e ricercatori riescono a portarci tra le stelle con gli strumenti della scienza, della didattica e, perché no, con un pizzico di fantasia.

 

Play dedica un’intera area, Play Kids, ai suoi visitatori più giovani. Quest’anno l’area ospiterà un partner d’eccezione: INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, il prestigioso ente di ricerca che da vent’anni è il punto di riferimento nazionale per l’astronomia e l’astrofisica e collabora, tra le altre cose, con ASI, ESA e NASA. INAF gestirà un’area di 100 metri

quadri in cui gioco e scienza si mescoleranno in una serie di eventi e attività per le scuole e per il pubblico: caccia al radiotesoro, Kermal, simulatori spaziali e altro ancora. I giochi didattici per imparare divertendosi costelleranno, è il caso di dirlo, tutta Play: anche COSMo - il Circolo di Osservazione Scientifico-Tecnologico di Modena e Pleiadi presenteranno infatti attività e laboratori interattivi a tema spaziale.

 

 

A giocar su Marte

 

Alla conferenza su “Gioco e divulgazione scientifica”, ospite lo scienziato Roberto Orosei, primo autore di uno studio che conferma l’esistenza di acqua su Marte.

Roberto Orosei è stato su Marte. Ok, a dire la verità non ci è andato fisicamente. Ma Roberto è andato su Marte con il potere della scienza, attraverso gli “occhi” della sonda spaziale europea Mars Express. Orosei, infatti, è un ricercatore dell’INAF e ha guidato il team di scienziati che, grazie al radar Marsis installato su Mars Express, ha scoperto un lago sotterraneo nel Polo Sud marziano. Si tratta della prima conferma dell’esistenza di acqua liquida sotto la superficie marziana.

 

Roberto Orosei e altri esperti di astrofisica parteciperanno a Play a un insolito incontro tra due pianeti diversi, ma forse meno distanti di quanto spesso si pensi: il mondo della scienza e il mondo del gioco. Scienziati ed esperti di gioco si interrogheranno sulle potenzialità del gioco nel campo della divulgazione scientifica. La conferenza “Gioco e divulgazione scientifica” sarà condotta da Michele Bellone, giornalista che ha fatto della comunicazione scientifica la sua missione.

 

 

Triathlon da tavolo

 

Venerdì 5 torneo multigioco a tre dei più amati giochi da tavolo a tema spaziale: Terraforming Mars, Progetto Gaia e Pulsar 2849.

Negli ultimi anni il mondo del gioco da tavolo ha dimostrato un nuovo entusiasmo per il tema della corsa allo spazio. Molti giochi recenti di grande successo, infatti, sono ambientati tra le stelle, su astronavi o in pianeti lontani, segno di una ritrovata passione per la scienza e per la fantascienza che ha toccato anche il cinema e la televisione, con film come Interstellar e serie come The Expanse. Nella prima giornata di Play 2019, i giocatori si sfideranno in un particolare torneo multigioco. Per trionfare dovranno dimostrare di padroneggiare tre diversi giochi da tavolo accomunati dal tema spaziale.

 

Il primo è Terraforming Mars, gioco di strategia di Jacob Fryxelius pubblicato nel 2016. Nel XXV secolo, l’umanità dispone della tecnologia per intraprendere un’impresa titanica: trasformare Marte in un pianeta pienamente abitabile, sul quale la vita umana possa prosperare. Per fare ciò i giocatori, nel ruolo di grandi corporazioni del futuro, dovranno alterare la stessa atmosfera del pianeta, innalzare il livello di ossigeno e la temperatura, finché il pianeta rosso non sarà in grado di ospitare città, mari e foreste come una seconda Terra.

 

Progetto Gaia, gioco del 2017 di Jens Drögemüller e Helge Ostertag, è l’erede fantascientifico di un altro amatissimo boardgame, Terra Mystica. In questo gioco di civilizzazione, diverse fazioni che vivono su sette tipi di pianeti diversi lottano per il controllo dello spazio. La plancia modulare e la scelta tra ben quattordici fazioni diverse offrono al gioco una straordinaria longevità.

 

Pulsar 2849 è il più leggero dei titoli in questo torneo. In questo gioco del ceco Vladimír Suchý uscito nel 2017, i giocatori lanciano i dadi in una riserva comune, da cui poi li pescano per compiere l’azione desiderata. Il loro scopo: esplorare lo spazio, conquistare le stelle pulsar e creare una rete che distribuisca la loro energia in tutto il cosmo.

 

 

Retrofuturo: i giochi del passato ambientati nel futuro

 

Nello spazio del modenese Club TreEmme si riscoprono i grandi classici del gioco da tavolo fantascientifico.

Il Club TreEmme è praticamente un’istituzione nel panorama ludico italiano. Nata nel 1981, da decenni l’associazione modenese si prodiga per promuovere la cultura del gioco intelligente. Quest’anno a Play si dedicherà a far scoprire o riscoprire ai visitatori alcuni grandi classici del gioco da tavolo, naturalmente a tema spaziale. D’altro canto, come insegna il successo di Stranger Things, poche cose sono amate come la fantascienza degli anni ‘80.

 

Mercanti di Venere ha appena compiuto trent’anni, e non sono molti i titoli che dopo questo tempo possono vantare un seguito così numeroso e appassionato. In questo gioco di esplorazione e commercio, i giocatori si trovano calati nei panni di loschi mercanti dello spazio che viaggiano tra le stelle in cerca delle mercanzie più assurde e bislacche. Una fantascienza piuttosto ironica, un po’ Jules Verne e un po’ Guida Galattica per Autostoppisti.

 

Il mondo di Space Hulk, invece, è tetro e cupo. Si tratta infatti della stessa ambientazione di Warhammer 40K, popolare gioco di miniature a tinte fosche. Ma Space Hulk, gioco del 1989, ricorda anche le atmosfere dei film di Alien: un pugno di Astartes, marines spaziali, percorre i corridoi claustrofobici di un’astronave abbandonata, circondato da ogni lato da uno sciame infinito di feroci alieni.

 

L’ultimo gioco proposto dal Club TreEmme è anche una sua creatura, opera del modenese Fabio Montanari. Si tratta di Endor Races, gioco di corse tra moto fantascientifiche che richiama gli inseguimenti tra speeder dei film di Guerre Stellari.

 

 

Più di un gioco: il Megagame

 

Gli studenti delle medie rivivranno le situazioni tipiche della corsa allo spazio nel Megagame “The Space Race”.

Vivere la storia dall’interno, calandosi nei panni dei suoi protagonisti e sperimentando il brivido di prendere decisioni cruciali in una situazione che cambia continuamente. Questa è l’esperienza che propone il Megagame: un po’ gioco da tavolo, un po’ gioco di ruolo, un formato pensato per coinvolgere decine di giocatori simultaneamente.

 

Nel Megagame “The Space Race”, sviluppato dall’associazione Casus Belli e condotto dai prof. Mauro Faina e Andrea Ligabue, gli studenti delle scuole medie modenesi saranno divisi in quattro squadre corrispondenti ad altrettante superpotenze: Europa, Stati Uniti, Cina ed Unione Sovietica. Lo scenario riproporrà, ovviamente, tutta la tensione dell’epopea della corsa allo spazio.

 

 

Assassinio sotto le stelle

 

Al Planetario di Modena la compagnia teatrale Cicuta propone il murder party “Sotto una cattiva stella”, giallo interattivo in cui gli stessi spettatori diventano investigatori.

Pochi generi letterari hanno il potere di trascinarci dentro la storia come accade in un giallo. Quante volte avremmo voluto gridare “Attento!” al detective protagonista che stava per cadere in una trappola? Quante volte abbiamo pensato “So chi è il colpevole!” prima di girare l’ultima pagina? I murder party ci permettono di farlo. Un po’ giochi, un po’ spettacoli teatrali interattivi, trasformano i partecipanti da spettatori passivi in detective che devono attivamente interrogare i sospettati ed esplorare l'ambiente della storia.

 

La compagnia teatrale Cicuta presenta il murder party “Sotto una cattiva stella”, creato per portare i partecipanti a conoscere il Planetario e le attività che vi si svolgono. Una storia che parte, ovviamente, da un misterioso omicidio che nasconde in realtà molto più di quanto ci si possa aspettare, come nei migliori racconti di Agatha Christie.